Aggressività

Aggressività.

La rabbia fa parte di una delle sei emozioni di base, in cui una situazione è percepita come fortemente eccitativa.

Le sei emozioni di base universalmente condivise sono: rabbia, disgusto, piacere, paura, tristezza, sorpresa.

Per la rabbia, qualcuno o qualcosa vengono colpevolizzati per questo negativo stato d’animo.

Quasi sempre è preceduta da reale o immaginaria frustrazione.

La rabbia è di solito accompagnata, almeno momentaneamente, da una espressione facciale in cui le labbra sono serrate. I muscoli della mascella tesi, oppure le labbra sono leggermente stirate.

L’apertura degli occhi ristretta, la fronte è corrugata. Oppure bocca aperta urlante, braccia lanciate e rabbiose, occhi arrossati, da matto, dilatati, immagine furiosa.

L’aggressività è un fenomeno complesso, legato alla natura dell’essere vivente, animale e umano.

L’animale, per la sua sopravvivenza, deve imparare ad attaccare o a scappare.

Di aggressività si può guarire. Se vuoi, ti posso dare una mano.

La frustrazione causa l’aggressività.

Come psicologi, dobbiamo analizzare nel soggetto come percepisce, come pensa e come si comporta ( trilogia perception-thought-action ). Si verifica  così il rapporto tra frustrazione e aggressività presente.

Si addotta all’inizio una linea diagnostica morbida, che ponga alla base di un comportamento aggressivo ( risposta ) un evento frustrante ( stimolo ), che l’ha prodotto.

Si verifica poi  la direzione dell’aggressività rivolta verso l’esterno, out, oppure verso l’interno in, da controllarla e e trattenerla positivamente.

Si aiuta la persona a liberarsi dalla aggressività fisica e verbale, a divenire calmo, assertivo, saggio, con giusta temporalità e maturità comunicativa.

L’aggressivo patologico. O è un debole truccato da aggressivo, o è un adulto  rimasto bambino, prepotente, egoista, onnipotente, anaffettivo.

Sport preferito, fare lo squalo. Nicchie sociali per affermarsi: mondo manageriale e del business, professioni muscolari o di potere, mondo politico.

Indicatori del comportamento aggressivo.

Conosciamo molte cose sull’aggressività, ma siamo ancora lontani dal capire pienamente le diverse manifestazioni aggressive e i meccanismi che le regolano.

Vi sono per ciascuno di noi differenze individuali, sia a livello emotivo che cognitivo, che determinano il comportamento aggressivo delle persone.

Queste differenze individuali stabilizzano nel tempo l’individuo, rendendolo più o meno incline a ricorrere all’aggressività, per fronteggiare i conflitti interiori e quelli relazionali e sociali.

Gli indicatori di comportamento aggressivo misurano la propensione dell’individuo a reagire impulsivamente e polemicamente agli eventi.

Importante è rilevare il grado di sentirsi offesi. Queste differenze individuali stabilizzano nel tempo l’individuo, rendendolo suscettibile al minimo dissapore, e via via in crescendo, fino allo stato rabbioso e furioso.

La aggressività situazionale e costituzionale.

La aggressività situazionale è quella transitoria, del momento, provocata da fattori interni o esterni  concreti che la generano. E’, in un certo senso, il nostro ineliminabile piatto del giorno da gestire con maturità e non vittimismo.

La aggressività costituzionale è quella già presente in noi alla nascita e che poi cresce con noi. E’  scritta nella struttura del nostro io. E’ come un patrimonio genetico, di certo alimentata da cattiva educazione in età evolutiva, da mancanza di intelligenza critica. Va cercato un equilibrio fra istinti e ragione.

Un piano strategico di psicoterapia del comportamento aggressivo si rapporta dapprima alla normalità relazionale, poi alla aggressività verbale, ed eventualmente alla presenza della aggressività fisica.

Quest’ultima è grave, livello massimo d’allarme per la persona, per chi vive con lui e per i suoi rapporti sociali altamente conflittuali.

Con molta pazienza, con articolate analisi del suo passato e del suo presente critico e pericoloso, si mira a farlo passare rapidamente dalla abolizione della aggressività fisica.

Poi lo si aiuta a trasformare la sua aggressività verbale in positiva comunicazione assertiva.

Va educato ad ascoltare di più gli altri, meno i suoi istinti distruttivi e auto distruttivi. Meno egoismo ed egocentrismo!

L’aggressività repressa, ruminata.

E’ la aggressività repressa, ma presente e distruttiva, come un vulcano acceso, ermeticamente chiuso, ma pronto ad esplodere.

Si continua a ripensare e rimuginare i torti subiti.

La nostra memoria ossessiva, rievocativa, negativa, diviene di fatto dispersione esistenziale, dispersione emozionale, frustrazione e sofferenza auto distruttiva.

Vi è troppa introspezione retrospettiva. Un passato di danni subiti continuamente ripercorso, enfatizzato. Senso persecutorio.

Rapporto ideale: aggressività OUT al 70% – e IN al 30% circa.

In terapia si conduce il paziente ad avere nella vita il 70% circa di aggressività OUT, con modalità assertive. 

Poi il  30% circa di aggressività IN, ben gestita, con calma, saggezza, senso vero dei rapporti umani, intelligenza critica.

Bisogna scoprire il lato positivo della tolleranza, del dialogo e della pazienza. Serve maturità interiore di controllo e di accettazione della vita piena di gioie, ma anche di sfide e frustrazioni ineliminabili .

Test rabbia del DSM5.

Questi Test, di ultima generazione, analizzano l’aggressività nei bambini, negli adolescenti e negli adulti.

Il Test Livello 2 Rabbia Adulti, diagnostica la presenza di aggressività con cinque parametri crescenti di frequenza: assente – raramente – qualche volta – spesso – sempre.

I sintomi.

Analizza la presenza di rabbia in persone irritate, più di quello che può pensare la gente.

A seguire la presenza di rabbia, come se la persona potesse esplodere da un momento all’altro.

La presenza di rabbia sotto forma di comportamenti smodati, scorbutici, scontrosi, con continui borbottamenti e brontolamenti. E’ Giove coi fulmini!

E, in fine, atteggiamenti all’insegna di contrarietà e fastidio verso gli altri.