Depressioni sociali.

Depressioni sociali.

Tra poco saranno tutte pienamente trattate.

  1. Depressione e difficoltà economiche.
  2. Depressione e perdita del lavoro.
  3. Depressione e instabilità contrattuale.
  4. Depressione e mobbing.
  5. Depressione e disoccupazione.
  6. Depressione e pensionamento.
  7. Depressione e difficoltà manageriali.
  8. Depressione per carriere flat.
  9. Depressione per carriere finte piramidali.
  10. Depressione e povertà di padri separati.
  11. Depressione e invecchiamento.

Depressione e difficoltà economiche. La soddisfazione lavorativa.

Job satisfaction. La soddisfazione  per il proprio lavoro è il grado soddisfacente o ottimale di benessere percepito sul posto di lavoro, compresa la libera professione, che però va declinata con parametri e prospettive diverse.

Sul lavoro, la motivazione crea la soddisfazione. La corretta selezione esige poi la formazione permanente. L’innovazione aziendale produce l’appartenenza.

L’appartenenza crea il giusto equilibrio fra due sistemi: le esigenze aziendali e le esigenze personali.

Il responsabile delle Risorse Umane deve armonizzatore i due sistemi. Va regolamentata meglio la sua figura. Proliferano  oggi  falsi H.R., troppo ossequienti ai Board, agli  A.D. e al Management, non etici perché inclini a  operazioni squalo taglia posti di lavoro, truccate ristrutturazioni aziendali ed egoistiche delocalizzazioni. Risultato: distruzione del tessuto sociale.

Di competenza dello psicologo del lavoro sono i vissuti personali e le ambizioni nella carriera lavorativa, da rapportare però ai dati  forniti dal soggetto e rilevabili nei sistemi ove opera.

Lavorare è cambiamento migliorativo permanente. Tutti gli esseri umani, specie nella complessa macchina lavorativa, devono guardarsi da fattori interni negativi, già stabilizzati  e disturbanti:

La rigidità mentale e comportamentale. I filtri negativi mentali ed emozionali. Le resistenze ai cambiamenti innovativi. L’essere vecchi dentro!

Perché si realizzi la soddisfazione lavorativa devono realizzarsi i seguenti elementi o parametri rilevativi:

  1. Un buon atteggiamento nei confronti del lavoro stesso.
  2. La situazione sociale e interpersonale, verticale e orizzontale, positiva.
  3. La corretta e gratificante retribuzione.
  4. La supervisione valutativa che dia rinforzi positivi.
  5. La possibilità di avanzamento nelle competenze e nella carriera.
  6. Lo status stabile di lavoratore.

Depressione e difficoltà economiche. Sicurezza sociale e lavoro.

Quando mancano uno o più dei sei precedenti elementi elencati, allora di solito si cade in depressione situazionale lavorativa. E’ una depressione erosiva, fluida, che ti avvolge.

E’ come un gas tossico inodore che piano piano ti uccide. Compromette l’edificio totale della tua persona. Rischia di danneggiare, non solo te, ma anche i tuoi legami personali, familiari e sociali. Si dice con cinismo: un uomo senza portafoglio è  un uomo morto. Si sta male  sul lavoro, si sta malissimo quando lo si perde.

Le aree coinvolte, che provocano una depressione lavorativa, agiscono in modo avvolgente e velenosamente serpeggiante.

Le tre aree in sofferenza sono:

  1. L’area dell’impoverimento emotivo.
  2. L’area della spersonalizzazione.
  3. L’area della scarsa realizzazione personale.

Sintomi di impoverimento emotivo: mi sento sfinito, stanco, depresso, esaurito, frustrato, sento di non farcela più, ho momenti di panico, sono pieno di disturbi psicosomatici, altri.

Sintomi di spersonalizzazione: insensibilità, il trattare gli altri come oggetti, incapacità di capire e interagire positivamente con le persone, isolamento sociale, altro.

Sintomi di scarsa realizzazione personale: non riesco più a lavorare positivamente su me stesso, non mi interessa più niente, mi lascio andare, sono diventato improvvisamente incartocciato su me stesso in modo egoistico ed egocentrico, esistono solo i miei problemi, non vedo più quelli degli altri.

Depressione e difficoltà economiche. I  decenni fondamentali della vita adulta.

Depressione per difficoltà economiche è un tema dell’età adulta, nello scorrere dei decenni del ciclo di vita dai 20-25 anni fino alla fine della vita stessa. Il suo fulcro centrale si riferisce di solito alla fase lavorativa e quindi produttiva di un reddito economico finanziario per vivere e realizzarsi.

Vita lavorativa di successo per progetti di vita adulta.

La vita adulta maschile e femminile ha sei grandi aspettative di vita da realizzare. Si è qualcuno di successo nella vita quando senti la tua vita  e il mondo nelle tue mani già a 25 anni! Poi vi è il periodo della prova del fuoco del successo dai 25 ai 35 anni. Se la tua realizzazione da adulto avviene dopo, si è obiettivamente in ritardo nell’arco del Ciclo di Vita.

L’adulto realizza nella centralità  della sua vita questi  sei progetti:

  1. Formare una Famiglia composta da un partner e dai  figli.
  2. Oppure formare sempre una Famiglia,  ma da single.
  3. Stabilizzare la professione con solida base economica.
  4. Saper organizzare in modo creativo e innovativo la vita.
  5. Consolidare l’economia, la professione, l’abitat, i legami.
  6. Trovare il giusto equilibrio fra routine quotidiana e vita goduta.

Depressione per difficoltà economiche.

Questa depressione  avviene in momenti critici di carenze o assenze di risorse economiche, per eventi negativi lavorativi, finanziari e del proprio business. Si realizzano sul piano psicologico due eventi negativi, per i quali sarebbe utile farsi aiutare da psicologi competenti in queste problematiche.

Agitazione.

Questo stato è il primo a comparire. Colpisce sia le personalità forti e combattive, sia quelle deboli negoziali. E’ uno stato caratterizzato dall’ansia, dalla perdita di colpi nel ritmo della vita, nell’aggravarsi dello stato agitativo, nel torcersi le mani, o nell’eseguire qualche altro comportamento, il cui unico scopo è la distrazione dall’ansia.

La depressione agitata.

Segue poi la depressione agitata. Quando si cade nella depressione agitata per difficoltà economiche, avviene questo mutamento esistenziale: un periodo prolungato di tristezza, cupezza, credenze pessimistiche, impotenza, inutilità, sensi di colpa. Inoltre disturbi del sonno, diminuzione della capacità di attenzione focalizzata, capacità cognitive accompagnate da alti livelli di ansietà.