Emozioni

Come nascono e si sviluppano le emozioni?

 Nel neonato, dai zero ai 24 mesi, sono già presenti tre stati emotivi: paura, ira, amore.

Si sviluppano poi rapidamente nell’età evolutiva tutte le altre  numerosissime emozioni di cui è fatto l’animo umano, in particolare al culmine della sua maturità psicofisica.

Il grafico ci aiuta a capire il florilegio emozionale.

All’inizio vi è uno stimolo esterno o interno,  che suscita  tuttavia emozioni diverse in relazione alla nostra identità personale, alla educazione e cultura vissute, ai nostri livelli di sviluppo percettivo, cognitivo, corporeo e sociale.

Viviamo continuamente in una full immersion emozionale dalla nascita all’ epilogo finale di esseri mortali.

Vita come unità giornaliera emozionale.

La vita, come unità giornaliera globale, può essere definita come un continuum di emozioni e azioni.

Creiamo e osserviamo espressioni, comportamenti e mimica facciale delle emozioni.

La nostra faccia è la tavolozza pittorica delle nostre emozioni.

Le emozioni vengono utilizzate nello spazio e nel tempo nei rapporti interpersonali e personali dialogando con noi stessi.

Portiamo a casa ogni giorno gioie e sofferenze, cose andate bene e problemi che sono nati.

Tutti cerchiamo di realizzare progetti che abbiano senso e ci diano soddisfazioni e senso alla vita.

Il contagio emotivo.

Cadiamo ogni tanto nel contagio emotivo, nelle grinfie dei manipolatori emozionali, nel marketing degli affabulatori  onesti e disonesti, sparsi ovunque sul pianeta terra.

Conoscono tutto sulla comunicazione, sanno che il potere del momento è la gestione affaristica della nostra visibilità, che oggi l’occhio, ciò che appare, è tutto!

La maggioranza della gente è buona, onesta, ma ingenua e di conseguenza facile preda economica, politica, di falsi amori, legami, passioni, sentimenti.

L’ingenuità è sciocca fiducia e rovina assicurata!

Emozioni e albori dell’Umanità.

Nell’antichità tutte le superstizioni, le religioni, la stessa mitologia, schiacciavano la primitiva umanità con il terrore di punizioni divine se non si rimaneva sottomessi, sacrificali.

Erano tutti prigionieri di emozioni negative che la ragione e la volontà non riuscivano a debellare.

Le religioni positive dell’amore comparvero più tardi. I popoli non oppressivi e dominatori non sono affatto scomparsi dal pianeta terra!

Le Emozioni.

Cosa sono le emozioni? Lo studio scientifico delle emozioni  è recente. L’utilizzo e l’analisi delle emozioni ci sono state sempre: saggi, profeti, filosofi, religiosi, poeti, ogni essere umano, furono in ogni momento preistorico e storico gestori quotidiani di emozioni singole e collettive.

L’essere umano che nasce, genera e muore, è mosso da impulsi emozionali, sessuali, affettivi e sociali, alla ricerca della sopravvivenza fisica, psichica e sociale.

Charles Darwin scoprì la positività delle emozioni, di origine animale, utili per scappare o attaccare e per la gestione dei comportamenti.

Sigmund Freud fece salire dalle oscure cantine dell’essere umano, emozioni, affettività, umoralità, sessualità, incoronandole sul trono della nascente psicanalisi.

Conoscere le emozioni per amarle.

Come si manifestano  le emozioni? Le espressioni delle emozioni sono universali e soggettive e nello stesso tempo ritualizzate: riso, pianto, rabbia, paura, attaccamento, diffidenza, amicizia e infinite altre.

Le espressioni delle emozioni più efficaci sono quelle a finalità comunicative connesse con la mimica facciale, le posture, le vocalizzazioni, la carica affettiva ed emotiva nel rapporto. L’enfasi  della voce, la potenza espressiva dei concetti, delle parole e delle frasi che diciamo.

Ritmo, intonazione corpo nel metodo verbo tonale.

” Il ritmo, l’intonazione, la carica affettiva ed emotiva della voce, la globalità corporea comunicante, la viva parola e non lo scritto, sono l’anima pulsante della comunicazione” ( S. Zatelli, il metodo verbo tonale di Petar Guberina).

Ciò che diciamo informa, come lo diciamo convince. Le espressioni emotive positive sono quelle che armonizzano faccia-parola-corpo, come ben lo dimostrano i padri più significativi del teatro moderno e contemporaneo, Jerzy Grotowski e Kostantin Stanislavskij e della danza moderna e contemporanea, Emile Jacques-Dalcroze, Rudolf von Laban, Marta Graham, Isadora Duncan.

Le emozioni negative.

Se vi è falsità comunicativa e cioè discrepanza e disarmonia o conflitto fra faccia-parole-corpo, allora le emozioni sono negative, pericolose, da smascherare e da rifiutare.

Le emozioni negative e mal gestite logorano la persona, producono stress psicofisico nefasto, malessere relazionale, non ci troviamo bene, facciamo star male gli altri attorno a noi.

Siamo già in sala d’attesa dei disturbi psicosomatici e diventeremo farmaco dipendenti.

Mai ” intossicare ” i bambini con emozioni negative. Rovineremo la basi positive della loro esistenza e un dito d’accusa ci sarà quanto prima rivolto!

Good emotions, better life!

Si può fare qualcosa per gestire meglio le emozioni? Certamente sì. Good emotions, better life!

Non distruggere le emozioni, orientale e vivile.

Non lasciarti scappare chi ha le tue stesse emozioni. Credi ancora nella potenza del sogno, delle visioni, della giovinezza perenne della mente e dell’anima.

Prendi tutto quello che ti dà la vita, non stare a ragionare, non serve a niente.

L’attimo è sempre fuggente, acchiappalo. Esiste dentro di te una bacchetta magica che può trasformare in positivo tutto quello che ti può succedere, ma occorre coraggio, determinazione, senso che nella vita tutto è relativo, tutto cambia, solo i veri valori rimangono.

Emozioni e inquietudine.

Non essere una delle tante anime dantesche perennemente agitate.

Conquista nuovi mondi, nuovi orizzonti, nuovi modi di essere e di percepire. La forza del cambiamento è vera vita vissuta.

Abbi coraggio: nel cambiare non guardare nostalgico a quello che perdi, ma a quello che guadagni . Il nuovo davanti a te lo puoi vedere solo con occhi nuovi, quelli vecchi sono ciechi da tempo.

Capirsi per capire gli altri e il mondo in rapido cammino.

Cerca di capire te stesso e le persone con cui ti relazioni. Scegli un saggio compromesso esistenziale che ti viene offerto solo dalla maturità. Si deve però essere realisti: non si può vedere l’anima delle persone, ma le loro emozioni sì! 

Ecco infine una formula magica vincente: investire nel futuro,  essere buongustai esistenziali. Gioia di vivere, di respirare, di mangiare, di bere, di camminare, di relazionarsi, ottima comunicazione corporea e buon sesso, e guardare le stelle, esistono ancora!