Emozioni

Come nascono e si sviluppano le emozioni?

 Nel neonato, dai zero ai 24 mesi, sono già presenti tre stati emotivi, pilastri per sempre della nostra vita futura: paura, ira, amore.

 Si sviluppano, poi rapidamente nell’età evolutiva, tutte le altre  numerosissime emozioni di cui è fatto l’animo umano, in particolare al culmine della sua maturità psicofisica.

Viviamo continuamente in una totale  immersione emozionale dalla nascita fino alla morte.

Gli anni, le età, la vita, passano. Le azioni, lo spazio e il tempo scorrono inesorabilmente veloci e scompaiono in tempo reale.

Le traccie dei nostri vissuti emozionali sono le uniche a cui attingere e che rimangono dentro di noi per sempre! Le positive vanno valorizzate, le negative polverizzate!

Vita come unità giornaliera emozionale.

La vita, come unità giornaliera emozionale, può essere definita come un continuum di emozioni e azioni.

Noi siamo ciò che pensiamo, percepiamo e facciamo. Percezioni e azioni positive, solamente  loro sono le nostre salvavita.

La nostra piccola cranio scatola pensante, non è proprio così importante. La vita reale ce lo dimostra e L’Alzheimer lo sa!

La vita è creare e osservare espressioni, comportamenti e mimica facciale delle emozioni nostre e degli altri.

La nostra faccia è la tavolozza pittorica delle nostre emozioni.

Le emozioni vengono utilizzate, nello spazio e nel tempo, nei rapporti interpersonali e personali, dialogando con noi stessi.

Le Emozioni.

Cosa sono le emozioni? Lo studio scientifico delle emozioni  è recente. L’utilizzo e l’analisi delle emozioni ci sono state sempre: saggi, profeti, filosofi, religiosi, poeti, ogni essere umano, furono in ogni momento preistorico e storico gestori quotidiani di emozioni singole e collettive.

L’essere umano, che nasce, genera e muore, è mosso da impulsi emozionali, sessuali, affettivi e sociali, alla ricerca della sopravvivenza fisica, psichica e sociale.

Charles Darwin scoprì la positività delle emozioni, di origine animale, utili per scappare o attaccare e per la gestione dei comportamenti.

Sigmund Freud fece salire dalle oscure cantine dell’essere umano, emozioni, affettività, umoralità, sessualità, incoronandole sul trono della nascente psicanalisi.

Le emozioni negative.

Se vi è falsità comunicativa, e cioè discrepanza e disarmonia o conflitto fra faccia-parole-corpo, allora le emozioni sono negative, pericolose, da smascherare e da rifiutare.

Emozioni e inquietudine.

Non essere una delle tante anime dantesche perennemente agitate e inquiete.

Conquista nuovi mondi, nuovi orizzonti, nuovi modi di essere e di percepire. La forza del cambiamento è la vera vita vissuta.

Abbi coraggio. Nel cambiare non guardare nostalgico a quello che perdi, ma a quello che guadagni . Il nuovo davanti a te lo puoi vedere solo con occhi nuovi, quelli vecchi sono ciechi da tempo.

Capirsi per capire gli altri e il mondo in rapido cammino.

Cerca di capire te stesso e le persone con cui ti relazioni. Scegli un saggio compromesso esistenziale che ti viene offerto solo dalla maturità. Si deve però essere realisti. Non si può vedere l’anima delle persone, le loro emozioni sì!

Ecco infine una formula magica vincente. Investire nel futuro,  essere buongustai esistenziali. Gioia di vivere, di respirare, di mangiare, di bere, di camminare, di relazionarsi, ottima comunicazione corporea e buon sesso, e guardare le stelle, esistono ancora!

Conoscere le emozioni per amarle.

Come si manifestano  le emozioni? Le espressioni delle emozioni sono universali e soggettive e nello stesso tempo ritualizzate: riso, pianto, rabbia, paura, attaccamento, diffidenza, amicizia e infinite altre.

Le espressioni delle emozioni più efficaci sono quelle a finalità comunicative connesse con la mimica facciale, le posture, le vocalizzazioni, la carica affettiva ed emotiva nel rapporto. L’enfasi  della voce, la potenza espressiva dei concetti, delle parole e delle frasi che diciamo.

Ritmo, intonazione, voce e  corpo nel metodo verbo tonale.

” Il ritmo, l’intonazione, la carica affettiva ed emotiva della voce, la globalità corporea comunicante, la viva parola e non lo scritto, sono l’anima pulsante della comunicazione”: da testo di  S. Zatelli, il metodo verbo tonale di Petar Guberina, Ed. Omega.

Ciò che diciamo informa, come lo diciamo convince. Le espressioni emotive positive sono quelle che armonizzano faccia-parola-corpo.

Lo dimostrano bene i padri più significativi del teatro moderno e contemporaneo, Jerzy Grotowski e Kostantin Stanislavskij. Della danza moderna e contemporanea, Rudolf von Laban, Marta Graham, Isadora Duncan. Per la musica creativa, Emile Jacques-Dalcroze, compositore musicale e ideatore dell’euritmica, la percezione della musica attraverso il movimento del corpo, in sintonia con quanto ideato in più discipline dal Prof. Petar Guberina, vedasi in Antologia 1-2 del Metodo Verbo-Tonale e in altri 9 testi di Silvio Zatelli.