Gay Lesbo

Gay Lesbo.

Il genere ha scelto te, non tu lui!

Da tempo lavoro con voi tramite counselling, analisi del caso singolo, di coppia, percorsi di vita e di stabilizzazione progettuale.  Mi trovo molto bene.

La competenza è fondamentale. Se pensi possa esserti utile, contattami. Come noti, ti sto già dando del tu.

Sono persone di solito di rara sensibilità interiore, molto attente e competenti nella comunicazione globale, corporea e nell’intimità.

Hanno i problemi di tutte le altre coppie, ma la società e gli stessi psicologi non sempre capiscono e valorizzano con coraggio le loro specificità.

I gay e le lesbo sono cresciuti spesso in un clima poco favorevole di pregiudizi, di incomprensioni, avversioni pagate a caro prezzo, a cominciare dalla famiglia nativa e via via nelle amicizie, nel sociale e nel lavoro.

L’indice medio percepito di gradimento per presenza di coppie gay nelle residenze va dal buono all’ottimo, salvo eccezioni. Analoga percezione come graditi clienti nello shopping.

Gay Lesbo.

La Società odierna  è multi genere.

Oggi finalmente molto è cambiato e vi è accettazione a tutti i livelli.

I gay desiderano mettersi in gioco con maturità e innovazione l’un l’altro.

Ipotizzano sovente progetti di vita, che superano la frequentazione amicale, di divertimento, di solo sesso. Vanno oltre l’arcobaleno.

Progettano fra loro di superare la provvisoria frequentazione, per approdare ad una vita stabile comune, con progetti belli che tutti facciamo in amore per il futuro.

Quelli che decidono di proseguire la vita da adulti come single, sono di solito ottimi organizzatori della loro vita privata, frequentativa e di divertimento. Sono per lo più speciali e raffinati conduttori della loro abitazione.

Per essere loro di aiuto, lo psicologo deve conoscere il loro mondo. Essere competente, culturalmente e socialmente aperto e senza alcun pregiudizio, capace di capirli e valorizzarli nella loro speciale e innovativa sessualità.

Gay Lesbo.

L’identità di genere è innata o acquisita.

L’identità di genere, sentirsi maschio o femmina o comunque omosessuali, prescinde dal dato fisico e in parte anche dalla superficiale storia personale.

L’identità di genere (Gender Identity) è un processo cognitivo, emozionale e comportamentale.

Essa si intreccia da bambino con le figure genitoriali e l’educazione socio ambientale, da cui l’omosessuale ne esce diverso dagli altri, ma non è un Ugly Duckling di anderseniana memoria.

Le basi della diversità si fondano dentro di lui da zero agli 8 anni circa. 

Seguono sovente  momenti sofferti, di confusioni, contraddizioni, errori identificativi, con aiuto quasi zero da parte di tutti,  perché culturalmente e operativamente impreparati .

Se l’omosessuale esce confermando la scelta , cresce piano piano nella fanciullezza, adolescenza e prima giovinezza nella sua diversa identificazione di genere, accettandosi a livello profondo, pronto ad andare nel relazionale e sociale senza problemi.

Decidere di fatto di non decidere la scelta di genere, presenta il suo conto problematico nella fase adulta.

Occorre sempre molto coraggio per essere e divenire se stessi. Non si nasce per divenire quello che gli altri vogliono, ma per divenire quello che tu vuoi divenire.